mercoledì 30 marzo 2011

Henri Cole

CAMELIA NERA
(da Petrarca)


O cameretta, con quattro tatami e mezzo
e porte di carta scorrevoli, che già fosti un luogo
bianco, traslucido, dove vivere in raffinata povertà,
cosa sei diventata se non un bagno d’acqua che scotta?
O materassino, che ti avvolgevi intorno a me
all’alba mentre svanivano i sogni inconclusi,
cosa sei diventato se non una portantina rosso sangue
di piume strappate e seta lasciata nel sole a prendere aria?
Sarchiando il giardino, potando rape, sorseggiando tè
in mancanza di vino, fuggo il mio amore segreto
e il verme della mente. (Questa è una poesia.
Un tavolo? No, una poesia. Sono forse una ragazza?)
Cerco il volgo macellaio che un tempo odiavo,
per la troppa paura di ritrovarmi solo.

Traduzione di Massimo Bacigalupo
da Autoritratto con gatti, Guanda, 2010

Nessun commento:

Posta un commento